DICONO CADENTI

Scivolarono traverse che

Dicono cadenti

Invece non cadono a terra

Si spengono in quel buio che è capace

Ha una capacità su di te di mare annegarti

Le ho viste tre cadenti

I desideri non arrivano mai in tempo

Ma li ho liberati là

In quel grumo d’infinito

Dove anche noi

Davanti a un orizzonte

viandanti

E allora l’indugio, scegliere tre cose

da indossare

il desiderio d’essere, l’insieme e l’amare.

21-7-19

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E’ TESTIMONIANZA

 

vedere voci

calare sulle foglie

un solletico di lievità soffusa

zittiscono cicale e ciglia sulle case

 

Capita di sentire arido il cuore

Come se ogni liquido lasciasse il suo incavo

Per recarsi nelle crepe geroglifiche del suolo

 

Bere acqua e lago: la sete discorre ad ogni piede

si propagano crateri, bolle marroni odore di fumo

desolate terre a grumi nuotano nel fango

 

la gente diffusa a scaglie sceglie il verso della foresta

E covi d’alberi e marcite

Fino a quando riusciranno ad inghiottire corpi e vite

 

Io scrivo sola nella solitudine delle fughe

È testimonianza di cenere e rado arbusto

Su quest’orlo incerto d’ albume e tuorlo.

21-7-19

 

 

SE LASCI FARE ALLA NOTTE

 

Se lasci fare alla notte, mi diceva la mia amica, non sai quanti fantasmi ti popolano la testa

Allora ti devi alzare e mettere luce alle stanze, cominciare il rassetto, accendere la tv

Non tornare più nel letto

Potrebbe assalirti di nuovo la smania nelle gambe e agli occhi

Scatterebbe una molla persistente

Aspetta il giorno le sue gocce, il suo presente

il freddo che rifila gli occhi

vai dietro casa, il filo dei panni

mettiti addosso l’aurora!

20-11-18

 

 

 

NEL CASO, QUALCHE GOCCIA DI PIOGGIA

Ci sono sere che si portano via l’estate

Invocano il silenzio

E soffiano brezze di montagne

 

Noi ci acquattiamo come uccelletti sul ramo

Col becco aperto per gradire

nel caso qualche goccia di pioggia

 

È rapimento d’illusione temporale

nel nostro azionare pensieri

Come faccendieri d’evoluzione

e sovvertitori di bene

 

Crediamo nell’infinitezza

Ma stiamo solo fluttuando

sulla cornice di una lunga sera.

14-7-19

SCESI DA ME

Scesi gradualmente dalla mia impalcatura

Svolgendo turbante e mantello e stracci

Drappi di costato legnoso rosa e ocra pesanti

turchese e oro

Iniziai addossata alle pareti a gironzolare

fiori d’ortensia e dintorni

arbusti d’incertezza

Come in un giardino con siepi e ligustri

Trovai sentieri minori, una ragnatela di passati

capillari da tastare a piedi nudi

e moderne aperture, piccoli chiostri

pensieri in albore, proprio miraggi

Proprio. Quelle parti di sé tra l’antico e il futuro

Se c’è

Poi ritrovai qualcosa di già visto

un riprendere da dove avevo lasciato

Come fosse casa mia dove sciacquo due tazzine

E una commozione lieve

Quasi a tornare dove si era nati

e trovare una sgualcitura d’infanzia.

10-7-19