STATO GASSOSO

sembro un polmone spinto in fuori

nei giorni felici

o meglio, quelli senza rughe (per dirla facendo le corna)

mentre col cane scivolo nel borgo

.

Le gambe agguantano la strada quasi come un tempo

e l’aria mi sfiora

mi muove scansando gli anni

durasse sempre! questo stato di palloncino

ancorato ad una nuvola!

5-10-22

UNO STRACCIO ADDOSSO

Gli stenti, gli sterpi

Incontrarsi così ad unghie morte

All’alba di un faro

.

La pioggia è acida

Corrode anche il sentiero da percorrere

Gli occhi ormai slabbrano a furia d’ingurgitare

.

Uno straccio addosso

Il tempo fasciato stretto

Fino ad estrudere una stella

.

E

giusto una briciola

stretta in mano.

4-10-22

E RIDERE SOPRA

Sai

Ho i capelli sciolti sul cuscino

un po’ lunghi e informi

a ragnatela

.

molte cose sono informi

o mutevoli

si spargono e si ricompongono

sempre in modi diversi

.

la voce prende la forma delle parole

ma varia sempre

come vapore di nuvola

.

i tuoi pensieri

anch’essi mutevoli

come in bicicletta tra i campi

gli odori

.

mi piace sfogliarli uno a uno

e ridere sopra

all’amorfo di ogni stagione e all’impossibilità della ragione.

3-10-22

LE SCOSSE SONO MOMENTANEE

I figli sono un filo elettrico che passa

Sotto alla crosta terrestre

E a tutte le superfici

.

Le scosse sono momentanee

E non danneggiano il filo

Che corre inaccessibile alla vista e al tatto

.

È un torrente di montagna che raccoglie le foglie

E le fa scorrere sui sassi e muove piccoli sassi

Tutto corre nei boschi eppure sta fermo e fermenta

.

Così un occhio perenne cura la corrente

mantenendo pulite le rive con le sue sabbie

e con le carezze del vento.

2-10-22

E CHI SA SEMPRE

Tentativo n°1

di scrivere un libro

tentativo n° 1 ripetuto cento volte

.

Non c’è copia definitiva

Resta sempre un tentativo

Parole illese

Parole ritrasmesse e appallottolate

Parole irrisolte

Resta sempre un ramo di un baobab

Il rigagnolo di una montagna

.

Inseguire un’ombra

fin dove cade il mare

e scontrare a ventre libero gli elementi

e non sapere

quando cadremo nel plancton

lacerati

.

Tentativi per trovare, comprendere

.

E chi sa sempre le correnti giuste

me lo dica per favore

Perché vorrei essere quella spera di luce

che trapassa radi capelli bianchi

dove così chiara la vista!

29-9-22

ECCO, QUI

Chi ci fosse qui

La mia dimora

dove fili traggo incespicando

Non miei

ma i fossi, il limo denso, la palude

altri nomi

Tutto era d’altre parole

polenta e zanzare

aironi e rane, risaie

E mistura d’uomini e donne

Raccoglitori di malaria

Stagnante

.

Ecco qui

Il mio permanere effimero

Ora tutto risanato

Il treno, il pc, il cellulare

E metri di poesia

Entro in un grumo di resina al tronco

Con un ago di sole

Senza che questo passato mi abbia seminato

E segnato. Sfuggito!

E odoro già d’autunno.

.

Chi cambia dimora ha un passato soltanto

E l’altro è ancora presente.

26-9-22

CORPI

prove s-misurate per le mie velleità. acrilico su carta

Era una piccola ragazza

Aveva rami in testa e molte mele

Me la ricordo

Offriva mele a tutti

Dicendo che erano il corpo delle sue idee.

25-9-22

credo, nel mio piccolo, che le idee, che partono dalla materia delle interrelazioni fra uomini e natura

debbano farsi concrete per essere seminate e creare altre idee.

il dipinto a destra ha parole di una cosa scritta qualche settimana fa…

APPENA APPENA AZZURRINA

Scaldo i piedi al sole

Placido e ultimo

Mentre aspetto un inverno che precipiti

alle tempie

Con i suoi aghi gocciolanti

qui davanti e sulla fronte

Come il ricordo di un diluvio

.

Tutto sta in questo grande cerchio del divenire

In attesa delle tempeste

.

In memoria ho un’acquerugiola

appena appena azzurrina

che bagna il parabrezza

e si stempera col fiato

lungo le parole senza calze.

23-9-22