NIENTE DI MIO QUI

Niente di mio qui

Una vertigine calibrata dai boschi

L’incenso tra i muri

vapore culinario

Tutto accade dai piedi in su

Cielo in fuga

I piedi da guardare, la strada metropolitana

Il sapere delle parole fuso nel labirinto

Vetri semafori fanali

I bulbi bianchi congeniti

Frollano l’aria in cerca

Di scalpiccìo di verso

di residuo fisso dimora nascita

annotano

ogni sorso di raccordo

non trovo non c’è filo

Resto io richiusa

comprendo attraverso

il liquido suono

la mano che avanza

trovo una porta mastico

forse.

2-1-19

 

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