NEW YORK

Vi dirò, vi dirò della città grande

E, non so, non so

Mi rimase lontana per un po’

Diventerà domestica nel mio passato

Fra qualche anno

Per ora ho soltanto le sue ossa

Che s’insinuano nei fianchi

La fatica di lei, d’incontrarla

Mi è capitato qualche caldo spiraglio

Mai la ruvidità, solo un po’ di freddo

Nelle sue vastità

La città, lei, è uno scrigno in cui

Si aggiungono sezioni auree

continuamente

Credo che si allarghi un po’ alla volta

Per abbracciarti meglio? Forse si

Ma non ho visto fauci

T’ingloba mollemente

Non so, non so

se la sua aria abbia delle braccia

Ma so che se restassi qui

Mi vorrebbe bene

in fondo

Potrei invitarla a pranzo

E sfamarmi

Di lei? No

i suoi tentacoli sono pieni di ghiotte cose.

3-1-19

 

2 pensieri su “NEW YORK

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