NONOSTANTE

E ora nell’ora nel graffio del treno

che scintilla e lampeggia drago mattiniero

su rotaie verniciate da fiori di galaverna

sta cedendo l’inverno

Ultimi solo gli aghi di freddo e i morsi

prima delle tenui sfumature sui rami

e poi tenerezze d’insetti e addomesticati brividi di pelle

Sta cedendo si sta coricando piano nelle trasparenze serali

Qualche mano premurosa copre con la paglia

le piantine tenere suscitate dai primi germogli

Gocce primarie di linfa trasognante

 

E la mano, la stessa mano che va benedetta

per la sua umana e animale bellezza

alita il suo fiato e massaggia

un cuore troppo piccolo

Una vita esce dal suo liquido caldo

e trova la ruvida sostanza che la scolpisce

Non si sa come andrà la vita di Aliya

Lei starà guardando gli occhi sopra il seno

della sua madre bambina

che forse amore l’aveva rapita o altro o altro e altro ancora

che divenne grande più di me nel giro veloce di un’onda

Lei starà affondando come un gattino le sue unghie

nella morbida peluria di ventre e piccoli capezzoli

 

Penso che sia nido la parola nonostante

che salva il salvabile nel tramestio del banale diluvio umano

il nonostante accorpa raccoglie briciole di suono

e tre lumi negli occhi e tepore di carne

con i vent’anni cresciuti

Nonostante.

6-2-19

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