POTATURE

Braccia stroncate

pezzi di un corpo

Non so se fa bene

Far bene è curare è lenire

occorrevano tagli netti diceva

Ma non c’era un male

Era un’esigenza di frutti

E di misura bassa

Per me che non arrivo

 

Erano rami di corpo

Li ho visti cadere

Umide ferite, ora si sono arrossate

Mi aspetto di vedere gocce di sangue

da un giorno all’altro

E come la pianta cullata da piccola

Diventi parte di te è un fenomeno da studiare

 

Aveva regalato mele spontaneamente

mai chieste esplicitamente da me

Piatlaza la qualità, schiacciate ai poli

e poi rosse e verdi

Con la croccantezza del ghiaccio

Sono un miracolo della terra

Ora non so, una potatura non indifferente

 

Le ho appeso una mangiatoia per passeri

e altre ali, carezze e compagnia

L’aiuteranno credo a riprendersi

Se si riprende lei

Mi riprenderò anch’io.

22-2-19

 

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3 pensieri su “POTATURE

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