E’ TESTIMONIANZA

 

vedere voci

calare sulle foglie

un solletico di lievità soffusa

zittiscono cicale e ciglia sulle case

 

Capita di sentire arido il cuore

Come se ogni liquido lasciasse il suo incavo

Per recarsi nelle crepe geroglifiche del suolo

 

Bere acqua e lago: la sete discorre ad ogni piede

si propagano crateri, bolle marroni odore di fumo

desolate terre a grumi nuotano nel fango

 

la gente diffusa a scaglie sceglie il verso della foresta

E covi d’alberi e marcite

Fino a quando riusciranno ad inghiottire corpi e vite

 

Io scrivo sola nella solitudine delle fughe

È testimonianza di cenere e rado arbusto

Su quest’orlo incerto d’ albume e tuorlo.

21-7-19

 

 

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3 pensieri su “E’ TESTIMONIANZA

  1. È come se in questa poesia, dall’inizio alla fine, usassi figure per rappresentare il tuo corpo, inteso come centro vitale delle pulsioni…a partire da “vedere voci” fino a “su quest’orlo incerto d’albume e tuorlo”. Il verso finale, poi rappresenta a sua volta il nucleo di fuoco della terra, e il tuo vero e nudo cuore di fuoco nel corpo fisico: un tuorlo circondato dall’albume, infine, come l’io s’ammanta di bianchezza, intesa in senso lato, per come percepisco il tutto. Le “crepe geroglifiche del suolo” mi sembrano, che immagine stupenda, cicatrici sulla pelle, o corazza fine, del tuo io di passioni. Tutto ciò che dico è un’impressione personale: come vedi, anche le tue poesie, quando vengono lette, s’allargano.

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