IL MIO PIEDE SULLA NEVE

I confini da me hanno profili di madri con le pance germoglianti

Si aggirano tra i fiumi che scorrono nella mente

le acque lambiscono rive che non conoscono

e le smangiano lente deviando letto

 

Qui camminiamo sotto i filari dei pioppi e saltiamo i fossi con le lepri

Le montagne spesso si avvicinano per specchiarsi nei giardini

Nessuno ruba terre

 

Alcune volpi rubano il cappello ai cacciatori

Alcune notti io ti regalo il mondo pieno di sapori

le stalle da lontano emanano odori fini

tutto va in lungo e in largo senza confini

 

Nelle vecchie case dimorano animali topi e uomini

E le edere imbottiscono le pareti per il sonno

che sia verde come i pascoli che scavalcano gli occhi

 

poi è vero che la misura del mio piede sulla neve

segna un circondario come fosse mio

ma il disgelo riapre i ponti e i porti

e canto a te moltitudine

che hai tanti paesi e tanti nomi

trapunti di secoli e d’aratri

come fossi un firmamento.

16-8-20

 

6 pensieri su “IL MIO PIEDE SULLA NEVE

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