COMETE

Sono tua madre
Tengo i fili sottili dei tuoi capelli
Le mani li pettinano
E amano il liscio scorrere della seta
 
Voi due lontani ma non importa
 
Ho ereditato muti abbracci
da palmi larghi e callosi
E cerotti da tutte le mie cadute
 
Ogni segno mi tiene stretta
agli argini dei volti che mi hanno alimentata
 
E ora tutte quelle percorrenze
che sono matasse dense di nervi e vene
 
in questa stretta da me a te
singolarmente come foste uno solo
 
Le porgo a testamento
di anima e corpo
Nel prossimo futuro
Con o senza di me
 
(la punta leggera d’egoismo
non sapendomi svanire
chiede di farsi strascico nei pulviscoli
delle vostre comete).
 
10-10-20

4 pensieri su “COMETE

  1. questo è un pezzo di notevole fattura, che sa toccare con estremo, semplice, lirismo le corde giuste e sena orpelli inutili, senza quel bisogno di aggiungere che molto spesso penalizza la linearità della tua scrittura, lo rubo per il domenicale del 25 ottobre

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