SCENE GIORNALIERE

La cagnina ha sentito qualcosa, allerta le orecchie a punta

– ma lo sai che qui cadono cachi-!

le dico e le mostro

sono quelli che la pianta non può sostenere

.

lo sai che qui cadono cachi da giugno a ottobre

è natura!

È bellezza senza fronzoli

È vita che scorre e s’alterna!

.

È il cielo che gocciola tempo

E mai muore.

13-8-22

SCONVOLGE

L’oceano con tutte le sue terre

E ricordi d’oltralpe

La sua onda piccola inestimabile

L’incedere voluminoso

Sconvolge

.

Come essere dentro

nell’altro e nel suo sconosciuto

passeggiare nelle sue spiagge

e avere le infradito nel cervello

che nulla possono contenere

Ma con delicatezza.

12-8-22

FRAGILITÀ

Le nuvole sono veramente belle ora

sfumate grigie con increspature bianche ai bordi

.

Questa pittrice deve avere una grande sensibilità

si accorge dei cambiamenti lievi

tra una brezza e l’altra

.

Come l’animo umano

che un momento pensa alla sua fine

e il momento dopo ad un nuovo inizio

.

Pensieri, non stati d’animo

Se si parla della morte è pura verità

non è che per questo si debba piombare

in una nera malinconia

Ma ogni tanto, così, per renderci conto

che è bello vivere

nel frattempo

.

È che mi sembra d’avere corpo di farfalla

(per non dire scarafaggio che è bruttino)

E increspature di nuvole

In questo verde mattino.

10-8-22

TRATTI BREVI

Adesso che sto tornando indietro

nel ripasso delle stazioni

ho ancora riluttanza per le strade non percorse

.

Si aprono come rami di un grande albero

le bave di lumaca da qui in avanti

Tratti brevi come si conviene alle vecchie signore

con creme d’albumi montate a neve come contorno

Da dove sarà meno difficile salutare.

9-8-22

CHE FUORI DA ME

Poi le parli insieme

Confondi le parole con la vita

Ti fai chioma verde per le cicale

E la solitudine è concreta

Lichene sulle spalle

Vedi? Ha anche il nome!

.

L’antefatto mio è tutta una vita molto comune

Tra alti e bassi d’erba

Alcuni gambi pungono

E altre erbe si piegano

Fanno cammino morbido

Inaspettatamente

.

Mai aspettarsi molto

Mi dico, bisogna cercare

La mia realtà ha immagini sopraffine di ottimismo

Bisogna che ne tenga conto

Che fuori da me

Tutto è diverso

E che gli antefatti d’altri hanno colori diversi

8-8-22

LEI IO E L’ALTRA

Che cenare quando hai voglia

col tempo sopra e sotto e davanti

che ti guarda come una

venuta da lontano, vagabonda

che mangia seduta sulla sedia a gambe aperte

con l’anguria che sbrodola sul cemento

guardavamo ma non c’era tenerezza

smanie sepolte, occhi come formiche

La vestaglia vecchia

Nessuno vede, tutta la libertà

Di quando si è sole

L’umore rintanato nei gomiti non urla

.

Non guardarmi così che faccio spavento

Neanche mia nonna, neanche la bruttezza del lavoro

.

Sei armata di un grugno scomposto, guardati!

La gentilezza scappata dietro le persiane

Si avvicina alla terra, si piega materia e materia

Lasciala stare, indurisci gli occhi

Che stai a pensare

.

Fai dura la parola

Mettile un mattone in bocca

.

E fa che esca tutta la terra che hai attraversato

E racconta la verità senza belletto

.

Oh merda! Quanto è dura questa corteccia!

2-8-22