UNA VITA PARALLELA

Entrare, si? Bagnarsi i piedi che sollievo!

Ci sono ruscelli freschi che quando li incontri

È meglio approfittarne

Ti liberano la pelle dai pensieri

E te li fanno evaporare in aria come bolle di sapone

.

Niente è più come sembra con la poesia

.

È da ieri che cerco: il significato, la creazione

Quasi un piccolo mondo, ci stai dentro un poco

Pensi all’incanto dell’insieme, alla leggerezza

Alla delicata fantasia. Si, una vita parallela

Che si snoda a te di fianco: la guardi di sottecchi

Fai circolare il silenzio

Può anche nascere un prato o un mare

E tu sei in una canoa a remare!

17-1-22

la mia betulla, la sua anima, la sua benevolenza

Già i lunghi capelli

Con qualche foglia ricurva

.

Già la vita allungata oltre ogni siepe

Verso l’oro e il sangue

rimasti ancora nel cielo

Senza muovere ramo

.

Glabro e ovattato l’ultimo ovvio pensiero

.

Mutevole il fiato delle trombe

Spingeva le folle come stormi

Alcune folate là sui campi

Radevano lievi le ombre

.

Già il tronco rigido

Stringeva gemiti sospesi

E il mare scendeva nei fondali

.

Già così immobile da incantare gli uccelli

E già così decisa ad innalzare le vele!

16-1-22

MI VIEN DA PENSARE

Mi vien da pensare, di tanto in tanto

A come staranno quelli sui confini

.

Ai poveri cristi nella neve

che si vedono morire i figli:

e avevano da giocare solo con le stelle

.

E a quelli che stanno invece

tra la bocca della verità

e il male assoluto che camminano

a schiene dritte e scatola vuota

.

E penso a quelli che avevano la casa tra gli alberi e la sabbia

E una linea disegnata sulla carta

ha tagliato loro i piedi e persino la speranza

E a quelli che saltano avanti e indietro

attraverso uno sbarramento

col timore della metà

e mescolano la polvere del paradiso

con quella dell’inferno

.

Poi ci sono quelli che stanno tra una parola e l’altra

E non sanno se andare di qua o di là

E si siedono sul forse e sopra una scrollata di spalle.

.

Qualcuno viene anche dal mare

Ma lì il confine è spietato: il sopra e il sotto

Il sopra e il sotto, il sopra e il sotto …

E non è certo colpa dell’onda

.

Io per me che ho ancora un pezzetto di vita

Preferirei non andare oltre la decenza

Di una casa con l’amore dentro

.

Ma questi sono pensieri da nullatenenti

E i potenti, quelli con il corpo gonfio

Hanno sogni di filo di ferro

E si ha ribrezzo quando ti mostrano tutti i denti.

15-1-22

PENSIERI COSÌ

Avevo percepito, l’altro giorno,

intanto che pensavo alla scrittura

e al fatto che sempre ci infiliamo dentro noi stessi,

(come del resto è comprensibile che sia),

come si dovrebbero ricucire le apparenze

con la parte interna che a volte ribolle nella pancia

che suvvia, la verità la sappiamo tutti volendo!

e dovremmo perennemente saltare dal dentro al fuori

come delle talpe

e riportare i nostri mucchietti in superficie

e raspare con le zampette e analizzare e riscoprire

insomma, mescolare le tinte, cancellare

incollare i pezzi, rinnovare il collage

che non si verifichi l’ovvietà

della carta lucida da regalo

ma che sia, la cosa, intessuta di carne e futuro

e magari un po’ di terra

presa dal passato

.

Che è come stiamo noi ad ogni risveglio

.

Le molecole sono le stesse

Ma il rimescolamento nelle domande è d’obbligo

per giungere ad una discreta limpidezza della proposta

Che deve stare al sole come tela

che si lasci trapassare dai raggi senza bruciare.

14-1-22

SI POTREBBE PENSARE ALLA GRAVITÀ

Esattamente non so cosa unisca me al mondo

Penso, con gratitudine, sia quest’albero con la corteccia chiara

O certe volte il vento che porta semi dall’Africa

O all’argine dietro casa

che mi ha composto in fronte la parola infinito

.

E c’è qualcosa che non mi lascia volare via

benché io abbia il desiderio d’avventura

Si potrebbe pensare alla gravità

Invece è l’alternarsi del giorno e della notte

che comincia immancabilmente

dai tetti di queste case.

12-1-22

È DIVELLERE

Sparso il mio fiato nella via

Ha preso forma rattrappita

ed è caduto a terra rompendosi: vetro

.

La corsa col cane fa la bocca aperta

ma anche le parole hanno il gelo

Espellerlo con la tosse è un buon sistema

Mi è uscita una parola: mutamento

.

Il bisogno è di smuovere il mondo

È aprire i cancelli come in primavera

È lavare il viso fino a trovare granuli di pelle

È divellere rigidi binari

.

Poi mi chiedo dove facciano il nido le ghiandaie

Una è dento a una siepe al riparo, qui davanti

Ne sono attratta

.

Ho solo domande a proposito di un esistere altro

Non possiamo essere sempre noi il centro

.

E la ghiandaia guarda fuori dalla sua caverna di foglie

Come io guardo lei da questa caverna di pensieri

che aspettano il disgelo. Vi farò sapere finito l’inverno

di queste parole che vogliono altro.

11-1-22

FORSE C’È BISOGNO DI MUSICA

Pensa,

stamattina ogni cosa è nello stesso posto di ieri

La casa ha gli orli bianchi

E il cielo è a falde

.

Sui ripiani e sulla credenza tutto è immobile

anche le piante vive, sembrano statue

forse non c’è felicità o c’è bisogno di musica

.

da vecchi ci meravigliamo di ciò che è fermo da sempre

quel senso innato di ritrovare

una narrazione offerta dal silenzio

nel nostro bordo di certezze

.

per dire siamo ancora qui nonostante

e ricominciare

a tirar fuori miracoli dal niente

come inseguire un amore dagli occhi grandi

dentro cui stare.

10-1-22

Gioielli Rubati 178: Ileana Zara – Nadia Alberici – Elisa Falciori – Joy Harjo – Daniele Barbieri – Agostino Resta (restago) – Felice Serino – Rosario Bocchino (sarino). — almerighi

Sentivi sempre la neve. Prima. Il come era per me un mistero. Succede, dicevi, da quando bambino sognavo la neve. E la neve scendeva. Scendeva. Scendeva. ** A Mauro . di Ileana Zara, qui: https://www.facebook.com/profile.php?id=100001877028070 . * . Perimetro . Lei passa davanti alle case E valuta il numero delle stanze, l’ampiezza Quanti sono i […]

Gioielli Rubati 178: Ileana Zara – Nadia Alberici – Elisa Falciori – Joy Harjo – Daniele Barbieri – Agostino Resta (restago) – Felice Serino – Rosario Bocchino (sarino). — almerighi

SE COMINCIA IL GIORNO

Non ho altro che un fiato corto

Una nuvola che ho respirato

E parole che nascono nel seminato

.

Se comincia il giorno

Farò qualche allusione alla vita.

Strizzato l’occhio la chiamerò vissuta

.

Terrò il cappotto al braccio

Mentre farò spesa. Coglierò

Con accurata voce ogni parte viva

Sui ramoscelli della rosa

Ancora verdi sotto la scorza.

8-1-22

LA NOTTE NON SOSPENDE LA SUA MANO

Fuori dalla mia finestra

(ha sempre un’apertura verso chi passa)

appare un molo deserto con ombre

e creature lucide di pioggia

.

La notte non sospende la sua mano

Protende respiri sopra le nuvole

.

In tutta questa descrizione sembra chiaro l’impossibile

Fra la finestra che vuole aprire

e un deserto d’acque solitarie

.

Anche uscendo e fermando qualche auto che cerca campo

difficile avere un riscontro d’anima e di fuoco

le lingue s’incollano ai vestiti

senza essere neve.

7-1-22