PRIMA DELLA PIOGGIA

Ieri non era il giorno giusto

Ho cancellato il sovrapposto

Era giorno di preghiera

Senza il mondo

.

Il cielo scotto

E uno struggimento d’anima

Non per te ormai morto

Non per un dio

.

Non ero sola

Stavo nel mio piccolo cortile

Prima della pioggia

Quando il verde mi dà colore

.

Ero fra me e l’arsura

che fa le crepe nell’uomo

Lui resiste con lamiere e chiodi

.

E pregavo perché dalle crepe

Uscisse acido

per il suo ferro antico.

11-4-21

BEATA INGENUITA’

Dolce come pensavo potesse accadere

Il caffè dolce segue la via della gola

E poi, delicato, si spande nello stomaco

Lo avrei voluto nel tempo

.

Niente di particolare

Il brusco della storia e basta

.

sui gradini della scala una minestra

e quelle donne che ridono anche del niente

.

E il lavoro ah sì, il lavoro che conta

attorno al tavolo grande della cucina

.

la voce più forte e i canti non bastavano

.

Anche nel viaggio la tua sciarpa guarnita

la gloria, vera essenza e la tua importanza

.

E io che ti ho amato tanto

il vestito al mattino sul letto

E le cose giuste

Perché tu Potessi il tuo Potere

Accarezzandomi

.

A te il trono!

10 aprile 21

DIVERGENTI

Di ritorno la sera

Aggiungo cose nell’armadio

——————E ne tolgo altre

Il calore del legno quasi mi chiude dentro

Sulle braccia tutti quei vestiti

——————che devo fare ora

Ascoltarti?

Gli argini della pazienza sono bucati

Il mio tempo ha un ritmo di navigazione

—————– vicino alle sponde, i fagiani

—————— le lepri e quelle ali in alto e le nuvole

.

Ma quando ti alzi da tavola e smetti di stare al timone

Delle mie ore vive?

9 Aprile

COME PUOI SAPERE?

Poi il sole fa prendere consapevolezza

Prende parte alle smagliature

E ogni centimetro verde ti viene incontro

Se ti volesse parlare?

Io ascolto sai?

Sofferenze particolari e diffuse

sento i lamenti

E quel punto di gioia

Dove la luce abbaglia l’edera

.

Tu come puoi sapere se sono viva

Quante parti di me sono disgregate

E quante ancora nell’insieme

E se sono una

Quando parlo con altre bocche

E la voce interiore

Come sai se sono solo materia

E mi unisco al vivere

Anche senza le mie braccia

tagliate via

anche senza il mio nome di donna

.

Ho un dipinto del seicento che cambia i toni

Ogni volta che cambio cuore

E dissimulo una realtà che sembra esistere

In quell’unico attimo in cui

Io sono

Sembra

.

8 aprile 21

COSA CAMBIEREBBE?

Ci fu un tempo in cui appendevo poesie ai pioppi

Alcuni versi si sono sbiaditi e altri li vidi in volo

Con i merli

La durata delle cose con la propria identità

È variabile

.

In questi giorni la poesia è un boulevard

Taglia la città, segmenta

Vive e profuma, un viavai che apre un solco

.

Tu dici che è spontanea la vita

Invece ha bisogno di pensieri colmi di desiderio

 .

E vorrei che la poesia si espandesse

In una crescita d’alberi tra i grattacieli

Incontrollabile

.

Cosa cambierebbe?

Forse la densità del pensiero

Un’osmosi da foglia a poeta

E poi la luna

Più rossa, più gialla

Più vicina?

6-4-21

PRIMAVERE

ripensare

il continuum è un cambiare le stesse cose

i millenni. Rivedere

anche resurrezione, la messa in croce

libertà che dettava la vita

quanto costano il passaggio e il coraggio

.

le parole corrono

e le sbiadisci quando aprono fessure

le tieni in corona ad ornare le labbra

e le mani congiunte

.

il sepolcro

quanti sepolcri da sollevare

noi

di noi è fatto il macigno

e non sappiamo, non vediamo

qui davanti alla tv

.

risorgere come le primavere?

Nascono fiori in mezzo alla boscaglia

Chissà!

3-4-21

VEDETE? OGNI GIORNO UNA BRICIOLA

Vestita di panni spessi

quasi il sole

.

La cassetta di legno

sotto l’edera

dentro

un abbandono

da tenere per un’altra vita

.

poi il sole accelera il battito

Stare qui solo per l’aria di adesso

.

senza cercare di convincerti

sono certa per la mia materia organica

di sbriciolarmi

tra il vecchio e l’adesso

insieme ai pollini

e gambe d’insetti

e tempo disidratato

.

assorbire e rilasciare

davvero sembro un’onda

che spazzola la terra cruda

.

tu spalancavi a volte con un taglio nel cielo

quel retro sottostante

che fa ricominciare nuovi

.

mi manca trasformare il gelo in pioggia

mi manca di scoprirmi folletto tra i campanili

e di sciogliere il marmo

tutti quei pezzetti che impediscono

.

poi lui mostrava a tutti ancora quella rabbia da sfogare

nell’imminenza della sua morte

che penso, magari, fosse una peste d’immagine

a conferma

una persecuzione data dal marmo delle cose infallibili

non immaginava tante parti di sé già andate.

2-4-21

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