SUSSURRA

lasciare Istambul

l’idea che mi hai portato

La suggestione

Lasciarla?

Sopra uno strascico, un velo sul vento

di vicoli e odori

effluvi nati ad oriente

L’immaginario sussurra e sussurra

 

Dovrei chiamare a me, attirare tutto quel grandioso

che la sorregge, mare

nebbiosi e fluorescenti vermigli

Liscio tavolato d’acciaio

Ammantare il mio proposito d’essere

prendere il posto di quel pieno che manca

Alla mia storia

vita

 

Trapasserebbe me come un suono d’avvento

E resterei trasparenza di mari, medusa

E plancton

e l’oscuro ancora

Inesauribile oscuro.

19-8-19

Annunci

PASSEGGIANDO

Passeggiando nell’ora buona per il fresco

per il cane, per l’energia

le riflessioni vanno  vengono e s’alternano

 

Poi succede che un arcobaleno inatteso

Metta in fuga i pensieri

La notte in un groviglio di nuvoloni e vento

Ha aperto la sua cerniera

E nasce nel tuo paese, sulle case tue sui tuoi soliti passi

quel nastro di luce scomposta

Ti sorprende e dici che sicuramente porta bene

Ha l’effetto di una gran novità

di cielo sciacquato, di regalo

 

Con quella figura in testa torni sulle tue riflessioni libere

Che ti frullavano prima, pensavi al sognare

I sogni sono caravelle nella testa

Certi sogni permanenti riappaiono inattesi

come un arcobaleno

il raziocinio non s’impone su di loro

si divincolano e fuoriescono da qualche regno dell’infanzia

che sobbolle

dove ti corichi ogni tanto e ti distendi

dove ti scruti con affetto

e ci tieni a te infante

con la tenerezza per quella parte bambina

Quanto tieni a te!

lì trovi i sogni, anche quelli nati da grande

quelli senza speranza, senza gambe

dove fai finta

in un protratto gioco di vera irrealtà

dove si è talmente nudi che la verità fa un po’ paura

ma è naturale e fragile e coraggiosa

Bambina. Ci conserviamo bambini

Pur sapendo dell’impossibilità

E così veri e sommamente inverosimili

 

L’aria puntuta di stamattina

forse lei mi ha instillato certi pensieri

o la cagnetta che ha i sogni nel sonno

e che vive la sua infanzia effettiva

Sta annusando timorosa

È odore di gatto poco lontano

È chiedersi che bestia è immaginare un gioco

o una battaglia, è aver paura

Chissà cosa le frulla in testa.

16-8-19

 

UVA LAMBRUSCO

Appoggiarle fu il gesto

Di puro istinto

e concreto

tra ruminare e agire

Il non potendo altro

 

Appoggiare le parole

Fu come appallottolare il foglio

Incarnirlo

Fargli assumere un’alba

E un giro di vita

Impregnandolo di me

 

Estrazione di metalli

Estrusione di colore dai pensieri

Plasmando argilla di fiume e ombra di gelso

profumo di fungo

uva lambrusco

 

fu la volta che ti scrissi

come scrive l’amore

come pazienta la nebbia

e stritola l’inverno

come le dita includono il pugno

e carezzano fili di ragnatela

carezzano schiume a riva.

13-8-19

 

 

STRA-VAGANTE

L’entroterra

Sempre c’è un entroterra

Gode di particolare consistenza

E stringe nel sonno la conoscenza di pochi

 

Racchiude un sudore d’apicali

Che se scavi un buco in terra

Lo senti un tanfo leggero

Quasi un principio di muffe

 

Allora alloco lì la piantina

O un seme (anche ogni seme ha un suo entroterra)

E meglio se oriundo o d’altro emisfero

con sudore d’acque e storia stra-vagante

 

la terra, l’humus, entro si sposa

e di mondi viva

la pianta s’alimenta e rigoglia e frutta

d’antico e d’australe:

Di muffa si muore.

11-8-19

TUTTO QUESTO DA TEMPO

Per ornamento dei fiori agli occhi

Eccomi qui sulla strada

rotolata

dalle smanie della notte

nella nudità respirante

Lenzuola e cuscini arruffati

conglomerati di tele e piume

Qui nel silenzio madre

del primo vagito

Per ornamento dei fiori agli occhi

Su di me il sudore aveva pianto

come un inconsolabile bambino

E qui che il caldo il caldo il caldo

Prima ancora di una tregua

gronda già come un acquerello

sulle case assorte nell’ultimo sonno

Morbido il passo asfalti vuoti

Lei mi cammina a fianco lieve

e attenta

per i suoi primi passi senza catene

Ora so che il me voleva tutto questo da tempo

Mi approprio del divenire esistenza

Dell’attaccamento di sguardi

In un vuoto che sembra

Sembra nessuno e niente

Sembra me

che ancora un po’

e sembra

tu che mi trasmetti

diretto al petto.

10-8-19

 

IL FUTURO ERA GIA’ ALLE SPALLE

Cosicché il tempo fu solo polvere

Da noi

Nell’emisfero cosparso di bulimiche braccia

Il futuro era già alle spalle

 

Tutto fu così orribile

Che la stella prese a prestito

I nostri occhi

I cuori quelli già disamorati non avrebbero potuto illuminare

Erano solo ornamento

Spille da appuntare al petto

 

L’oceano volle di noi le bocche

Per la sua isola

E sopravvissero i pesci

Come all’inizio

E fu un sommo inizio di squali.

7-8-19