E ANCHE GRETA E’ BELLA

La pioggia la grondaia l’intermittenza del vento

Tutto qui nella testa

Le roselline bianche aperte a mezzogiorno

Dondolano sul mio quaderno

Tu le inchiodi ammirato

E hai le iridi a forma di rosa e bianche

Io i capelli a forma di pioggia

Forme di belle cose

E anche Greta è bella

Ha il collo lungo a forma di gambo.

8-5-19

 

n.b Greta è la mia nuova cagnolina

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E OSSERVAVO I LEMBI SOTTO IL MENTO

Avremmo potuto camminare all’infinito sulla spiaggia

distesa come un nastro con bianche ruches

Mi pulivo le pieghe delle mani dai granelli

Ed era un non vedere l’ordinario degli ombrelloni

 

Mi approvvigionavo di quantità immense

Di onde e tessuto sabbioso

assetata d’aria e suoni cresciuti al di qua del muro

come se non mi fossi mai nutrita prima

 

Il secchio di latta rovesciava i pesci del mare

sugli scalini davanti a casa

Ed io sapevo di essere dentro in uno straordinario

piegato sopra il mio fiato

 

Nessuno mi disse che era finito

tutto il resto delle tue mani

e il gorgoglio folto del tuo corpo

 

E nessuno mi disse che la via lattea del tuo dorso

si era spenta all’inizio degli anni luce

senza che io ne comprendessi lo scroscio

 

Fu sempre difficile per me comprendere

Mi tenevo stretto uno scialle sulla testa

E osservavo i lembi sotto il mento

come si osserva la sutura con il presente.

7-5-19

 

ISPESSITI DI PASSATO

Ora s’acqueta alla mia vicinanza

Le volgo la schiena e le basta ascoltare i tasti

il ticchettio sommesso l’appisola

 

Anche la sveglia s’inabissa nella stanza

Palpabili i silenzi

fraseggi intermittenti di tempo e dita

 

Si giunge fortuitamente soli

Negli incontri che schiumano i contorni

Noi ispessiti di passato

 

Lasciamo entrare poco per volta

Anche una valanga

Che si distende e arruffa il nostro

 

Esce dal cumulo dei disordini il pieno

che non riesci mai a sistemare

sul piano d’attesa della credenza

 

non ci sta chiuso nelle forme

ti viene a trovare all’ora del caffè

o mentre l’occhio galleggia e sembra polvere.

6-5-19

 

 

AMMARARE L’ESISTENZA

C’è in grembo una verità racchiusa

Mi piace il vento arreso all’erba

L’essere sta nel piccolo delle cose

Cuore col suo cuore

Debole infuso di linfa e sangue

 

risuonante un gracidio di senso

e come una formica con le ali si posa

Dici: si posa ovunque

Dico: solo a mente fredda nei cespugli della notte

all’aperto, sull’aperto di una gola

 

il posarsi della voce è profumo d’agrume

se canta se balla

Se stride è contagio ammalare

è filo di ferro è secco asfalto

esfoliare cuori

 

Dici: sociale? sociale l’umano?

Un contagio d’anime forse

Dico io che è possibile oltre ogni parola

Si tratta di ammarare l’esistenza

e la frequenza dei battiti corpo a corpo.

4-5-19

 

ORFANA DI POESIA

Si ora c’è lei ed io orfana di poesia

è rimasta in fondo

e un sopravvento d’altro

solo lei occhi e sentimento

è rapimento

lenti offuscate, mi cambia

un viaggio di pensieri attimi

di straniamento

spasmi lucenti di mantello

nasce dentro la differenza

lei che ti lecca la faccia

Che ti chiama

Fragile in te fragile

Si cambia

Strofinati d’altro esistere

Estensione di me

Biunivoco insieme.

3-5-19

 

 

ORA C’E’ LEI

Ora c’è lei

arrivata da un flutto nostalgico che colpisce i cuori

e un certo incantamento: una seduzione d’eleganza e innocenza

Ieri mentre visitava la casa sembrava un’acquirente competente

Studiava la disposizione dei locali, s’interessava ai mobili

misurava il retro delle porte

E nel giardino ohh ogni anfratto ogni stambugio con attrezzi

S’informava, sguardo interrogativo

Timorosa, attenta, sospettosa. Una vita breve, un passato si dice,

di prigionia, di esperienze mancate.

Greta, quasi come la Garbo, un tubino nero in lamé, un collo allungato

Corpo con modanature piallate in chiave di violino

Incapace di giocare con quanto predisposto per il suo arrivo

Si affiancava, quasi in appoggio a me, unica conoscente

Un lungo percorso di reciproci contatti al canile, bocconcini di carne

Carezze passeggiate

Una conquista lenta e un’empatia certa da me a lei

Non abbaia, ma stamattina il primo woof

La moka sbruffava il caffè.

3-5-19

UNA TREGUA

Maggio le rose i gambi delle parole

Sotto ai capelli e sotto a i seni

Nasce l’aria intorno ai fiumi

S’infilano i rossi ai bordi delle strade

 

In un’ombra una storia d’amore

una nave a vista di flutti

lungo un sentiero percorso da gelsi

macchiati i pensieri

 

affluente

 

una nicchia di vento

una testa d’onde e turbamento

nell’adesso imbandito due tazze e un fiore

 

rughe orizzontali a vista

sui movimenti di cuori e mani

ben as-ses-tati

e specchi a sfalso con dissezioni

di sillabe e sguardi.

 

E dentro un effluvio di fatiche

lunghe circonferenze d’ascolto

un avere sconosciuto e la tregua

cercando l’oro

negli occhi neri di cane.

30-4-19