BRAVI GEOMETRI

Così era quell’essere domani

Il tempo insito nelle cose e nei luoghi

Lui non ha solitudine

Si lascia cercare rincorrere

Oggi lo metterò nei biscotti

Il mio tempo fabbricherà biscotti

Dolci

Poi ubbidendogli

Parlerò con qualcuno al cellulare

Quello è un tempo che gioca con le onde

Linee curve

E nel pomeriggio imbottirò la mia voce

Per il tempo necessario con un’amica

Sono segmenti, milioni

Uno è questo dello scrivere

Cominciato ieri o forse ier l’altro

Non sempre c’è un inizio effettivo

E nemmeno una fine certa

C’è sempre una parte che pesca nel passato

E che ritroverai quando sarà l’ora

Bisogna essere bravi geometri o artisti.

10-1-19

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DI VIVERE PER LORO

Me lo dice il ramo che dondola lì fuori

-vieni inoltrati- c’è posto sempre

sotto, all’aperto, in alto negozi librerie

food street ristoranti musei mostre

c’è posto

te lo ritagli come vuoi

c’è gentilezza

c’è tempo, non ha mai fine il tempo

è una città continua

inventati

inoltrati è un vortice lento

ti ammalia non urla non picchia

e ti chiede. Tutte le città qui dentro a NY

ti chiedono

ti offrono e ti chiedono

ti abbracciano e ti chiedono di vivere

per loro.

4-1-19

 

 

 

SCARPE SPAIATE

Alberi davanti alla finestra

Madison Ave 96

portata qui, proprio qui

mi chiedo

mi chiedo io che …

refrattaria eppure

Il portinaio cappotto lungo e cappello

tettoia verde all’ingresso

come nei film

e una punta d’imbarazzo

l’assenza del me che sono

invisibile fenditura

nella mia piazza i comizi le bandiere

l’Unità

Di rosso qui i fanali prima dell’alba

api operaie immagino

faticoso stare a galla qui

mi chiedo io che … il lusso

tradisco? Scivolo attraverso

non è di me

che ti devo dire papà?

Ho le scarpe spaiate.

3-1-19

 

NEW YORK

Vi dirò, vi dirò della città grande

E, non so, non so

Mi rimase lontana per un po’

Diventerà domestica nel mio passato

Fra qualche anno

Per ora ho soltanto le sue ossa

Che s’insinuano nei fianchi

La fatica di lei, d’incontrarla

Mi è capitato qualche caldo spiraglio

Mai la ruvidità, solo un po’ di freddo

Nelle sue vastità

La città, lei, è uno scrigno in cui

Si aggiungono sezioni auree

continuamente

Credo che si allarghi un po’ alla volta

Per abbracciarti meglio? Forse si

Ma non ho visto fauci

T’ingloba mollemente

Non so, non so

se la sua aria abbia delle braccia

Ma so che se restassi qui

Mi vorrebbe bene

in fondo

Potrei invitarla a pranzo

E sfamarmi

Di lei? No

i suoi tentacoli sono pieni di ghiotte cose.

3-1-19

 

NIENTE DI MIO QUI

Niente di mio qui

Una vertigine calibrata dai boschi

L’incenso tra i muri

vapore culinario

Tutto accade dai piedi in su

Cielo in fuga

I piedi da guardare, la strada metropolitana

Il sapere delle parole fuso nel labirinto

Vetri semafori fanali

I bulbi bianchi congeniti

Frollano l’aria in cerca

Di scalpiccìo di verso

di residuo fisso dimora nascita

annotano

ogni sorso di raccordo

non trovo non c’è filo

Resto io richiusa

comprendo attraverso

il liquido suono

la mano che avanza

trovo una porta mastico

forse.

2-1-19

 

COME SE FOSSE

Gocciola pioggia discreta

Come se corresse

un sottovoce infragoccia

collo indifeso dell’intimo

Intimo zig zag fluisse

qualche amore scaduto

nel fitto dei tronchi

nel fitto di montagna

un volo periplo come se

verticale

grigio non vedesse

Nelle maniche lente della camicia

racimoli ciondoli di casa fossero

l’occhio viola di una pietra liscia

che risveglia il tatto nelle mani

brancola smeriglia

le scarpe sudate come se

fanghiglia oltremare

sudasse l’attraversar di materia

resta nelle suole ultrasuono

resta l’andare oltremondo

oltre me del mio stato fosse.

1-1-19

QUELLA LUCE

Quella luce che la notte stende sul soffitto

molto americano

Io prestata per quel lasso che basta

granello nella  sfera che incanta

Questo corpo inconsueto e pregno di abitudini

Impresto a questi legni antichi e al loro odore

I miei piedi scalzi  a nudo contatto

pressione di passi

germoglio di un ricordo nuovo

confronto di erba e fango

E quella luna che anche qui mi ha trovata

inclinato lo sguardo di benevolenza

umida sgranando come se

Come se io fossi amando

31-12-18