COME LA TERRA NEI VASI

Dopo l’alba, quando il condominio apre le finestre

c’è un momento

Un momento d’aria da est

che muove le tele

e il cane cerca un posto tranquillo

per far volare i pensieri

.

Ecco sto aspettando quel momento

Anche nei miei anni

e nelle mie notti

.

Le viole tra le mammole

le portulache della signora Redegonda

Il momento dell’acqua data piano

un bicchiere per volta

ogni cosa rallentata

che abbia il tempo di assestarsi

come la terra nei vasi

come le ansie a cui togliamo le spine

come noi ad accorgerci degli altri.

1-8-22

IDEE BALZANE

Aiutavo le erbe a sperare

Che il sole cessasse di uscire allo scoperto

.

L’idea di prendere una coperta di ghiaccio

E coprire casa e giardino

Sotto un farfuglio di silenzio

Respiri lontani dei trattori

Sguardi da tenere lontani

.

E due cuori danzanti

Sui cespugli dei loro anni

con l’idea di nevi perenni.

29-7-22

SI DANNO VOCE

Le donne escono dalle case

Si danno voce

confrontano sudori e malanni

.

Sono ferme ai bordi dei giardini

adesso che la pioggia della notte

ha reso limpida l’aria

.

Come d’inverno dopo l’enorme nevicata

si valuta lo spessore

qui si esce a valutare il peso della siccità

Il prosciugare le gole e la curvatura delle occhiaie

.

Scaturiscono così ciarliere e pallide

quasi esangui, pochi minuti, poi le zanzare

Il piede è pronto al rientro

le case con l’ombra nella sala

pronte a sbucciare segreti malumori

.

non sai cosa crepiti nelle coppie

non sai i pensieri al ventilatore

Quel “bastaaa” urlato più volte

e scappato dai muri, non sai da dove venga.

28-7-22

HAI PRESENTE OTRANTO?

acrilici e materiali su corteccia di betulla

Eppure lei si fece trovare

che già era rimarginata

dignitosamente, senza sprechi di parole

.

Niente sarebbe stato da buttare

Aveva raccolto, pulito con la mano

unite le stanze, legati i serramenti

E chiuse definitivamente alcune porte

.

Ora inserisce riverberi dorati nei fondali

Immergendosi, quei mari …

hai presente Otranto?

E aprendo porti d’immacolata immaginazione

Per sé, che trovasse vie di profondità

Con la sua fronte lunare a scanso d’angosce.

27-7-22

E ANCORA

corteccia interna della betulla, spago e carta stagnola…personale

Ora lo tengo qui lo specchio

del consumarsi di scelte

un agglomerato di case yemenite

mi sembra

invece è solo fatica d’insetti

del loro struggersi

infinite gallerie, tentativi

strade tortuose poi finite in un buco

in un vuoto ricucito

ago e filo e ricominciano

.

E il setacciare metri di fiume per le pagliuzze d’oro

Quando magari già sotto le unghie c’è un indizio

di primo mattino

nei primordi della tua nascita

Hai già capito come stanno le cose

e allora diventi diffidente, guardingo

oppure illuso e non cedi

Anche quando vedi le notti afflosciate sul pavimento

come foglie e devi raccoglierle per non ferirle

.

e si procede mettendo gli occhi nelle gallerie

e farsi tante domande

che sono solo per allodole

e magari ecco

la tua finestra illuminata

ecco i sogni veri

per quell’attimo lusingato

.

ma ancora torna, devi tornare

rifare parte del percorso

lucidare meglio le ringhiere

togliere quel grumo di ruggine

che ti lavora ai fianchi

 e mai finisce il lavorio

per divenire, liberare una farfalla

e non avere occhi

che per i tuoi boschi

e ancora.

26-7-22

COME TUTTI QUI

Dalla casa desideravo che il tetto

si scoperchiasse come una scatola

Per avere nitide le crepe fra le nuvole

.

Non facevano male

uscivano meraviglie di rame

somiglianti a certe sconnessioni improvvise

.

Disegnasti la tua fretta nei miei occhi

Perché capissi

Che eri un colombo viaggiatore

.

Come tutti qui

Da qualche mese

Anche se non lo diciamo

Sappiamo di scappare

.

abbiamo imparato

a sbarazzarci delle nostre cose

Prima delle partenze

E a trasferire amore sulle superfici

Con la lievità dei tramonti.

maggio 2020…rimaneggiata…

L’ULTIMO

Potrebbe essere l’ultimo caffè stamattina

E l’ultima zanzara che mi punge

potrebbe essere

che mi scrollo di dosso questo cielo che preme sul collo

.

come promettesse di buono l’azzurro!

.

Ho perso le chiavi dentro casa

E ho perso la testa a cercarle

Non pensi più ad altro, nemmeno al caffè

.

Poi quando rinvieni e prendi un oki, ritrovi

gli scheletri muti delle cose pronti a rigovernare la casa

e a rifare il giorno quasi come quello di ieri

pensando che sia nuovo.

23-7-22

MIRAGGIO

Il pioppo grande dormiva

                         In braccio agli angeli

E la pioggia sciacquava di rigagnoli neri

la sua crosta, la mia.

Resterà tatuata l’estate delle morti

.

Il muschio

adorava le braccia

con ricordi turchesi tra le foglie

.

il viale alberato e le bambine

in girotondo cerchiavano la vita

come si fa giocando:

si scrivono storie lunghe come ponti

gettati sui vuoti

.

E camminando, tutti camminando.

nessuno è fuori dai giochi

Pozzanghere piene da ascoltare sopra il misero di noi

.

Dentro per fortuna le carezze della luna

fessurano gli occhi annusando una speranza.

21-7-22