UNA POZZA CELESTE

Con poco, poche cose

Vedi? Una scodella due o tre piatti

La vita snella

Un pezzo di formaggio ed il caffè

La mia cagnina Fefè

La bicicletta e il vento a spinta

Una poesia in tinta

E qualche peonia va là

nel giardino d’occhi discreti

Ed il sofà

Le nuvolette bianche

I piedi scaltri

E d’altri pochi

E una pozza celeste o corrente

L’agile mente

la pazzia di compagnia

Contro l’eterno e il pedante

e il marito soffocante

il poco che scorre davanti

le tue membra qui per me

e l’amore quando c’è.

22-5-20

oggi va così

 

SE NON CI FOSSERO CASE

Mi piace così

senza luna

Una zappa rimescola ombre

E frattaglie notturne

 

Se non ci fossero le case

Saremmo ancora vergini

Come i margini dell’universo

E in fotosintesi

assorbiremmo i suoni dalle orbite

 

Qui le donne stanno bene

Tengono per mano la vita

disanimata

E si coprono di cere

 

Altre sono merce ancora

 

Se non ci fossero case

mostreremmo i piedi graffiati

E come lumache scorticandoci

Sui legni nudi

 

Avremmo nude anche le gole

E le dita scoprirebbero il piacere semplice

degli animali

saremmo tutti a stringere la vita

fuori dalla caverna

 

sarebbe più breve la storia

ma un’altra

e un altro grembo.

20-5-20

 

DIVERSA SOGLIA

E maggio apriva le pietre

Scaglie e rose

Petali dello stesso sangue

 

Scioglimento

in uno sforo d’estate

Il muro le lucertole e  profluvio

cespugli

l’agonia dei rumori lontani

 

Io sono domani

foglia nuova

la diversa soglia

 

il gorgoglio le voci

assorbenze

fili tra i pori

 

una fiamma

gracile e lenta

viene dal tempo

un sibilo di cose

l’ossuto mondo

 

Il calpestio. riscosse

la ragione si mescola

la sua carne tiene. È dura

 

sfila dai nervi sottili

acuti di terra

il globo

 

io l’abbraccio l’amo

è come essere me

mismo calor.

17-5-20

 

PRIMA DELLE PARTENZE

M’incontravo nelle tue ore

Mentre il vento vellicava le ossa

 

Poi sono rimasti

ramoscelli sul davanzale

 

In casa desideravo che il tetto

si scoperchiasse come una scatola

Per avere nitide le crepe nelle nuvole

 

Non facevano male

uscivano meraviglie di rame

somiglianti a certe sconnessioni improvvise

 

Disegnasti la tua fretta nei miei occhi

Perché capissi

Che eri un colombo viaggiatore

 

Come tutti qui

Da qualche mese

Anche se non lo diciamo

Sappiamo di scappare

 

abbiamo imparato

a sbarazzarci delle nostre cose

Prima delle partenze

 

E a trasferire amore sulle superfici

Con la lievità dei tramonti

15-5-20

DISOCCUPATO L’AMORE

Un mazzo di papaveri belli

stretti

nell’eccesso di moribondi

 

Mi sono vista galleggiare

tra corpi vivi

marea bassa

 

ho il cuore tenero

delfini e camosci

il mio cane che si stira lungo

e gli uccelli

Ecco, il cuore mi piange

e sono bambina

l’antropocene famelico ingombra

 

Disoccupato l’amore

 

La strada ha fianchi lisci

di belle case

serrate e chiuse

le cose

non s’incontra anima

 

Non ho chiavi e non ausculto

tutto è come sembra

con i cocci di bottiglia

dentro e dietro

nulla da occupare

cuore mio

 

viandante e già cenere

nemmeno pellegrina.

12-5-20

AVIDAMENTE VITA

creste sabbiose

cuciture mute nelle orecchie

tratteggi che vanno e vengono

di te dei tuoi scoperti pensieri

 

smarrita ombra

 

luce del giorno

assuefatta alle tue idee

e parole di vernice

nelle impennate d’ego

 

piegati e ripiegati fasci d’erbe

carpito l’impossibile

radice contadina

di frugare in terra

e soddisfare

e impregnare d’acqua

e tramonti tue nicchie

e diaframmi

sfamando ore tra i colori

 

concrezione granulosa

rotolata nel tempo

 

L’origine è sfera

che prende il moto

e fabbrica

 

Tu fino alla tua notte

 

lo strappo di un elastico

e la colpa mia desiderando

sulla fronte umida la fine

e l’acqua

che tu come becco di passero

avidamente

vita.

9-5-20

 

mi guardava dalla foto e mi sono sentita nei suoi pensieri

madre ormai svanita

e da lontano vedendo le cose

così mescolate ancora con me.